Omaggio a Orson Welles il regista maledetto nel centenario dalla nascita

Al Lido di Venezia torna l’Otello ritirato nel ’51, copia restaurata dalla Cineteca Nazionale di Roma, la versione in lingua italiana, con i dialoghi a cura di Gian Gaspare Napolitano, supervisionati proprio da Welles, che doveva essere presentata a Venezia nel settembre del 1951, ma che lo stesso regista decise di ritirare repentinamente dal concorso, sostenendo che la copia non era pronta.

Non tutti sanno che la nuova versione, più corta, in lingua inglese, fu presentata a Cannes nel 1952, vincendo tra l’altro il Gran Prix, ex aequo con “Due soldi di speranza” realizzato da Castellani. Tre anni di lavoro e una serie di ostacoli, nonostante tutto “Otello” si aggiudica la Palma d’Oro a Cannes.

Invece per quanto concerne “Il mercante di Venezia”, girato nel 1969, notevole restauro, ma soprattutto importante la ricostruzione dell’introvabile e incompleto film. Celebre dichiarazione di Welles: “Ciò che desidero di più al mondo è impersonare il mercante ebreo di Shakespeare”, presentato in anteprima mondiale al Lido, prima di “Otello”, grazie al ritrovamento della copia, ricostruita e restaurata a cura di Cinemazero e del FilMuseum di Monaco di Baviera.

Per l’occasione Venezia mette in rassegna un’esposizione singolare: “Shakespeare & Sigari. 12 studi per personaggi shakespeariani dipinti da Orson Welles”. La mostra che comprende 12 tavolette di legno (il retro delle scatole dei sigari preferiti dal regista) che lo stesso Welles aveva dipinto negli anni ’60 con una serie di personaggi shakespeariani

A cent’anni dalla nascita (6 maggio 1915, Kenosha, Wisconsin) e trenta dalla morte (10 ottobre 1985), Los Angeles, California. Nel 1941 all’età di 26 anni gira “Quarto potere”, il suo capolavoro, nonostante al botteghino Citizen Kane fu un memorabile fiasco, rivalutato più tardi nelle cineteche fino ad essere considerato il più bel film della storia del Cinema, secondo l’American Film Institute. Fu anche candidato all’Oscar per il miglior film, la regia e come attore, vinse solo il Premio per la migliore sceneggiatura.

Altro film importante: Infernale Quinlan” del 1958, Francois Truffaut sosteneva: “ E’ un film che un po’ ci umilia perché racconta di un uomo che pensa molto più in fretta e molto meglio di noi, e che ci getta in faccia un’immagine meravigliosa quando siamo ancora abbagliati da quella precedente”.

Come attore diede forse il meglio di sé nel film Otello di Shakespeare, ma anche in un classico hollywoodiano come La signora di Shanghai del 1947 con Rita Hayworth (la sua più famosa moglie), e poi nel Rapporto confidenziale del 1955 oltre Il Terzo uomo del 1949 di Carol Reed.

Nella sua carriera Orson Welles otterrà altre quattro candidature, nel 1971 sarà insignito del premio alla carriera “per la superlativa capacità artistica e la versatilità dimostrata nella creazione di opere cinematografiche.

Il genio Welles muore nell’amata e odiata Hollywood, per un attacco di cuore il 10 ottobre del 1985, il medesimo giorno della scomparsa del collega Yul Brynner.

Giuseppe Lippoli