Lugano presenta la mostra Zimoun

A cura di Guido Comis

Fra i più interessanti artisti svizzeri emergenti, Zimoun ha concepito per il Museo d’arte della Svizzera italiana un’opera cinetica e sonora composta da 171 parallelepipedi in cartone entro i quali oscilla una pallina di cotone fissata a un’asta vibrante. L’installazione è collocata nell’atrio del secondo piano del museo: un luogo di transito e dunque di congiunzione fra i diversi spazi che compongono l’edificio e le sue diverse destinazioni. Arte, architettura, design, musica: gli elementi che concorrono all’opera di Zimoun riassumono in sé le diverse anime del LAC, quella visiva, e quella musicale, quella architettonica e quella performativa. Il visitatore che si avvia verso l’ingresso del museo al secondo piano è accolto dal fruscio vagamente ritmico prodotto dalle palline che rimbalzano o strisciano contro i bordi delle scatole. Alla moltitudine delle cadenze sonore si aggiunge il ritmo visivo delle sfere che occhieggiano secondo sequenze imprevedibili dalle scatole in cui sono alloggiate. Cadenze, ritmi, scansioni visive sono infatti il tema di quest’opera, che pure rifugge ogni regolarità. Le scatole stesse non sono infatti appese al muro a caso, ma neppure secondo sequenze ricorrenti. La prima impressione di ripetitività nella loro disposizione deve presto lasciare spazio alla constatazione della studiata assenza di ogni regola. Così, pur essendo composta di elementi che assecondano e quasi si fondono con quelli dell’architettura, l’opera se ne differenzia con un effetto straniante. L’insieme degli elementi solo apparentemente ordinati è sede di un brulicare che ricorda quello degli insetti in un ambiente che si presume asettico e di un ticchettio che rimanda alla pioggia in un luogo, il museo, per definizione impermeabile. Si genera dunque un cortocircuito fra atteso e inaspettato, fra elementi parallelepipedi e movimenti centrifughi, fra ordine e caos.

Nato a Berna nel 1977, Zimoun ha ottenuto negli ultimi anni riconoscimenti crescenti sia nella Confederazione che all’estero. La sua opera trae origine dalla musica elettronica, dalla performance e dal design. Le installazioni cinetiche e sonore dell’artista nascono come riflessioni sul suono come fenomeno indipendente dall’esecutore e sugli effetti prodotti dalla moltiplicazione dei ritmi sia in senso acustico che visivo.

Informazioni

Sede
LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CH – 6901 Lugano
T.+41 (0)58 866 4200 info@masilugano.ch www.masilugano.ch

Orari
Sabato 12 settembre 2015: 10:30 – 22:00 Martedì, mercoledì e domenica: 10:30 – 18:00 Giovedì, venerdì e sabato: 10:30 – 20:00 Chiuso lunedì

Ingresso:
Intero: chf 15.-
Ridotto AVS/AI, over 65 anni, gruppi, studenti 17-25 anni: chf 10.-

LAC Lugano Arte e Cultura

Ingresso gratuito <16 anni, la prima domenica del mese, sabato 12 e domenica 13 settembre 2015

L’acquisto del biglietto dà diritto all’ingresso alle esposizioni “Orizzonte Nord – Sud” e “Anthony McCall. Solid Light Works”.