Giuseppe Viola, luminosità e armonia dei colori

[dropcap]N[/dropcap]ella prestigiosa e affascinante cornice di palazzo Broletto, sede vescovile del XII secolo, divenuta poi sede municipale si trova la sala espositiva che ospiterà dal 7 al 23 ottobre 2016, un’ampia mostra dedicata ad uno dei maestri del Novecento italiano: Giuseppe Viola (Milano, 1933 – Basiglio, 2010), dal titolo “Equilibrio nell’estro”. A cura dell’Archivio Storico opere Giuseppe Viola, mostra patrocinata  dall’Assessore alla Cultura di Pavia e da Regione Lombardia. In visione una selezione di ottanta dipinti, è una mostra bellissima, perché tali sono le opere, presentazione della giovane curatrice Mariachiara Vidali, Storico dell’Arte. Giuseppe Viola per tutta la carriera è stato uno straordinario sperimentatore di tecniche miste e supporti (sua l’attenzione per le cornici, che si integrano in un’unica creazione con la pittura). Lavorava sempre a più cose contemporaneamente, anche in ambiti diversi come la pittura, l’incisione, la litografia, la scultura e la ceramica.

[dropcap]V[/dropcap]iola, nonostante la complessità del suo profilo percorso artistico, ha saputo mostrare una chiara quanto rara autonomia espressiva che non è rimasta imbrigliata, come spesso accade, nello scolasticismo stilistico delle correnti pittoriche di riferimento. Ne è efficace esemplificazione l’incontro di Viola con uno dei maestri indiscussi del Novecento italiano, Filippo De Pisis (Ferrara 11 maggio 1896 – Milano 2 aprile 1956). Come è naturale che sia, nelle opere di quel periodo, gli Anni Cinquanta, ne emergono prepotenti le influenze tecniche ed il richiamo al lessico depisisiano, che tuttavia sono stemperati nei termini di un loro superamento ed appaiono declinati nei limiti in cui consentono già di individuare le tracce di una ricerca concettuale propria. Di quel periodo fanno parte lavori come nature morte, paesaggi, ritratti, realizza Il Volto del 1952; Nevicata del 1954; Porto di Rimini del 1957; Fiori del 1957, Natura morta del 1958.
Dopo l’esperienza parigina, sul finire degli Anni Sessanta, complice del felice sodalizio intellettuale con lo scrittore Dino Buzzati (Belluno 16 ottobre 1906 – Milano 28 gennaio 1972), da vita al Manifesto Imagista; audace impresa di trasposizione in pittura dei dettami imagisti postulati ad inizio secolo dall’americano Ezra Pound (Hailey 30 ottobre 1885 – Venezia 1 novembre 1972), fino a quel momento rimasti di esclusiva pertinenza della poesia. Indubbiamente l’Imagismo rappresenta l’apice artistico di Giuseppe Viola, è il segno più tangibile che ha lasciato nella storia dell’arte ed anche uno dei fenomeni pittorici più complessi, non ancora sufficientemente indagati, nel suo coraggioso tentativo di coniugare le radicali tematiche della tradizione pittorica con le impellenti istanze imposte dalla contemporaneità. Ciò che appare subito evidente a chi si proponga di esaminare più da vicino l’arte di Giuseppe Viola è la sostanziale continuità del suo discorso. Quindi, attraverso la sua lunga attività pittorica, lo si riconosce chiaramente sia nell’assiduo ritornare e nel graduale precisarsi di motivi primi soltanto accennati o appena intuiti, sia nell’apparire improvviso di motivi nuovi (quasi l’artista intendesse esplorare più di una strada contemporaneamente).
Ed è appunto questa continuità di Viola che spiega la difficoltà di una esatta collocazione nel tempo di molte sue opere a conferma di una lettura globale del suo prolifico lavoro. Infatti, “la progettazione” dei dipinti di Viola erano già impressi nella sua mente nella loro interezza, pertanto l’armonia che ne risulta è si frutto d’estro poetico ma su una solida base di ricerca di equilibri formali. Questo suo continuo realizzare se stesso mediante le immagini garantisce l’unità totale, senza residui tra contenuto e forma, tramite la perfetta padronanza di una raffinata tecnica coloristica. Per quanto concerne il percorso espositivo, tra le opere esposte, ci saranno alcuni lavori inediti quali “Le bambole”, 1963; “Il bacio” (1968 – 1969); “Lotta di cavalli”, 1968, collage imagista (esposizioni: Mantova, Palazzo Te; Napoli, Castel dell’Ovo); “La lotta dell’uomo”, 1968, collage imagista con pelle e sughero (esposizioni: Napoli, Castel dell’Ovo; Melzo, Palazzo Trivulzio); “Il pugile”, (1976 – 1978); “La lotta dell’uomo”, 1983.  Continua inoltre la realizzazione di  complementi d’arredo ispirati alla corrente Imagista. Dopo la poltrona imagista realizzata ed esposta a Palazzo Te di Mantova, gli eredi dell’Archivio Giuseppe Viola in collaborazione con la interior designer Elisabetta Agostani, 36 anni milanese, ideatrice della poltrona Three for Fun, già esposta  al Fuori Salone di Milano, hanno ideato e creato una serie di tavolini di varie dimensioni smaltati e laccati, alcuni di questi visibili in mostra.
La prima monografia è del 1968, presentata da Dino Buzzati e Mario Portalupi. Il Comune di Melzo con il patrocinio della Provincia di Milano, ha costituito il “Museo della Pace” interamente composto da 12 sue grandi opere. Catalogo ufficialmente presentato al Circolo della Stampa di Milano. Nel 2004 – “Confini e percorsi del colore”, catalogo e mostra a Palazzo del Senato, Milano, presentato da Sanvatore Italia, Direttore Generale del Ministero dei Beni Culturali, Roma. Nel 2006, Castel dell’Ovo, Napoli, esposizione personale “PAX-IMAGISMO” con il patrocinio del Comune di Napoli. Il 27 febbraio del 2007 presso il Circolo della Stampa di Milano, viene presentata l’opera editoriale “IMAGISMO” a cura di “Centro Diffusione Arte”, curata da Domenico
Montalto. Ne 2007 Viola è presidente del Comitato Scientifico e selezionatore degli artisti che compongono la Collezione Artistica per la Fondazione Istituto Neurologico “C.Besta”, Milano.
Nel 2014 è stata presentata a Palazzo Te nell’ala “Le Fruttiere” di Mantova una grande retrospettiva con 80 dipinti, di cui molti lavori imagisti,  oltre a ceramiche, sculture, e due grandi  pannelli  “La fucilazione” del 1973 e “La pace” del 1975, curata da Carlo Micheli. Per l’occasione è stato presentato il 1° volume del Catalogo Generale delle Opere di Giuseppe Viola (pag.360 Ed. Publi Paolini, Mantova).
Giuseppe Viola, come il padre Antonio soffriva di diabete, malattia cominciata in sordina per poi giungere alla dialisi finale che si rifiutò di sostenere poiché pensava che, debilitandolo, non gli avrebbe più permesso di dipingere, per lui vitale necessità. Il giorno prima di morire ha detto” domani non faccio la dialisi neanche morto” e così è stato. Muore a Basiglio – Milano la notte del 23 agosto del 2010 all’età di 77 anni.

Pavia – Sala delle Esposizioni Palazzo Broletto – Piazza della Vittoria.
Inaugurazione venerdì 7 ottobre alle ore 18.30

Orari: giovedì e venerdì dalle ore 16.00 alle ore 19.00; sabato e domenica dalle ore 10.30 alle ore 12.30 /  dalle ore 16.00 alle ore 19.00. Ingresso libero.
Archivio Storico opere di Giuseppe Viola – Tel. 02.90427685 – 3471658194.
Info:centrodiffusionearte@gmail.com

Giuseppe Lippoli

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