Mancini in mostra a Milano

Un palazzo ottocentesco di Via Manzoni è la cornice perfetta per accogliere le opere di Antonio Mancini. Il cortile su cui si aprono le sale della mostra, coperto da tappeti rossi la sera dell’inaugurazione, aveva il calore di un salotto. Situata nel cuore pulsante di Milano, la galleria Bottegantica si è data il compito di presentare a collezionisti e non, dipinti di pittori squisitamente italiani, come Mancini, spesso apprezzati più all’estero che in madrepatria. Di lui, agli inizi del ‘900, il pittore londinese John Singer Sargent diceva:” Ho conosciuto in Italia il più grande pittore vivente”. I suoi dipinti che, dando lustro alla genialità italiana, sono esposti nei più famosi musei d’Europa, sono pressoché sconosciuti al nostro grande pubblico che ha ora l’occasione di penetrarne le atmosfere luminose, ricche di vibrazioni cromatiche. 3-mancini-bevo-la-birra-ritratto-della-nipote-agrippina-ruggeri-1888-olio-su-tela-605x49cm-particolare

I quaranta ritratti ora in mostra, di cui alcuni esposti in pubblico per la prima volta, sono stati scelti dai curatori Enzo Savoia e Stefano Bosi che li hanno selezionati in importanti collezioni private. Tra i titoli delle opere, “Scugnizzo con l’ombrello”, dipinto in giovanissima età, “Lo scolaretto”, “La figlia del mugnaio”, “La zingara,Ciociara”, “Saltimbanco con violino”, “Il chierichetto” e uno sconcertante “Autoritratto con filo di paglia in bocca”, realizzato in un periodo costellato di gravi crisi nervose che l’avrebbero anche portato all’internamento. Non manca la ritrattistica ufficiale dove l’artista immortala alcuni dei più illustri esponenti della società internazionale del tempo, una pittura su commissione, ma non per questo meno affascinante. 2-mancini-due-bambole-1878-olio-su-tela-77-x-64-cm-particolare

Difficile inserire la sua opera nei confini di movimenti o correnti quali Verismo, Scapigliatura, Romanticismo, Impressionismo di cui sente per altro l’influenza, il suo colorismo emotivo, figlio del Barocco napoletano, ha uno stile assolutamente personale, fatto di sfondi brillanti dove la luce definisce l’immagine, d’impasti straordinariamente spessi applicati con l’uso  di una “graticola”, dell’inserimento nella superficie pittorica di materiali imprevedibili quali madreperla, lana, coralli o vetro. 

Tecnica polimaterica, ai tempi avveniristica, che gli merita oggi l’appellativo di”Genio Ribelle”. Meritatissimo.

Testo di Maria Luisa Bonivento

www.bottegantica.com

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