Il Giappone che amava Monet al MAO

La grande protagonista dell’autunno torinese è la mostra su Monet alla GAM, che però non è né vuole essere un evento isolato.
Il MAO, Museo di arte orientale di via San Domenico 11 propone fino al 31 gennaio una mostra che rivela un aspetto molto interessante del maestro dell’Impressionismo, che molti forse non conoscono o sottovalutano: il suo amore per il Giappone, allora un mondo poco noto, e soprattutto per alcuni autori di stampe del Paese del Sol levante.
Impressioni giapponesi, in dialogo con Monet, presenta varie riproduzioni di opere di Monet presenti in originale alla GAM accanto a 14 stampe e due dipinti, provenienti dal MAO e da una collezione privata torinese, di autori come Utagawa Hiroshige, Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai, amatissimi e noti all’artista, che nella sua residenza di Giverny in Normandia, ora un museo aperto al pubblico, collezionò opere provenienti da quel mondo così lontano e riprodusse nel giardino un classico paesaggio nipponico con tanto di ponticello. Tra le opere esposte al MAO c’è una copia del celeberrimo La Grande Onda al largo di Kanagawa di Hokusai, che però resterà in esposizione solo fino al 22 novembre.
Con il biglietto della mostra su Monet e il Giappone si avrà diritto all’ingresso ridotto alla mostra su Monet alla GAM, un omaggio e un percorso ad un’arte che era già un tempo internazionale e aperta ad ogni influenza.
La mostra e il MAO sono aperti dal martedì al venerdì dalle 10 alle 18, sabato e domenica dalle 11 alle 19.

Elena Romanello

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