NEC sponsor tecnico della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia – COS

 Con la mostra AZIMUT/H Continuità e Nuovo, a cura di Luca Massimo Barbero, la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia dedica, dal 20 settembre 2014 al 19 gennaio 2015, un prezioso, quanto unico, tributo all’attualissimo contesto delle neoavanguardie, celebrando Azimut/h, la galleria e rivista fondate nel 1959 a Milano da Enrico Castellani (1930) e Piero Manzoni (1933 – 1963). L’esposizione intende restituire al pubblico il ruolo fondante che Azimut/h ebbe nel panorama artistico italiano e internazionale di quegli anni: come una sorta di terremoto creativo, fu uno dei grandi catalizzatori della cultura visiva e concettuale italiana ed europea dell’epoca, e ponte ideale tra una nuova generazione rivoluzionaria, ironica e cruciale, e la più stretta contemporaneità.

 NEC partecipa a questo importante progetto in qualità di sponsor tecnico, mettendo a disposizione un’originale parete videowall composta da tre monitor da 46 pollici con cornice ultra-sottile, modello MultiSync® X464UN installati in orizzontale in modo da formare una lunga striscia video sulla quale mandare in onda contenuti inerenti la mostra. Concepiti appositamente per questo tipo di applicazioni, i display da 46 pollici NEC si contraddistinguono per la cornice ultrasottile (UN sta per “Ultra Narrow”): la distanza tra le immagini (superficie attiva) di due NEC MultiSync® X464UN installati l’uno accanto all’altro è, infatti, di soli 5,7 mm. Con questo tipo di monitor è possibile realizzare pareti videowall di diverse dimensioni e forme. Le cornici tra i display sono praticamente invisibili e assicurano un’immagine omogenea, con tutti i vantaggi della tecnologia e affidabilità NEC. NEC Display Solutions risponde così alla crescente domanda di videowall in ambito museale e offre una soluzione completa con Option Slot integrato per la sorgente e la ripartizione del segnale (Built-in PC, DVI Daisy Chain Board, ecc.) fino al supporto idoneo per la parete.  Oltre ai musei, i settori d’impiego ideali per i videowall “Ultra Narrow” NEC sono le fiere e le manifestazioni, il settore del Digital e Retail Signage, le sale di controllo (aeroporti e stazioni) o i pannelli informativi in ambienti pubblici.

 Il percorso espositivo della mostra AZIMUT/H. Continuità e nuovo si snoda attraverso sei sale, nelle quali ogni opera è indice parlante di una situazione storico-artistica: è stato possibile rintracciare lavori di intenso significato narrativo, ciascuno con una propria vicenda particolare che, come tante finestre, offrono punti di vista diversi attorno all’esperienza di Azimut\h, anche attraverso una ricca selezione di documenti scientifici, in parte inediti, che ne ripercorrono le vicende.

 La mostra apre con una sezione dedicata ai maestri e ai compagni di strada, che costituiscono la matrice ideale di questo contesto: Lucio Fontana e Alberto Burri, gli americani Jasper Johns e Robert Rauschenberg, i più vicini, e sodali nell’azione, Yves Klein e Jean Tinguely. Segue una sala dedicata alle opere, originali e sorprendenti, di Manzoni e a una serie di rari lavori di Castellani, che costituiscono il nucleo germinale della nuova visione artistica, cui fanno da contrappunto le successive sale dedicate al network nazionale e internazionale, con lavori, tra gli altri, di Agostino Bonalumi, Dadamaino, Gianni Colombo, Heinz Mack, Otto Piene e Günther Uecker. Un particolare affondo è dedicato al tema dell’oggetto-contenitore, a partire da lavori emblematici, divenuti autentiche icone della contemporaneità, come le Linee e la Merda d’artista di Manzoni, in dialogo con analoghe creazioni di Johns e Rotella. Uno speciale progetto multimediale, realizzato da Zenith, permette al visitatore di accedere a quell’universo visivo e documentario che, attraverso foto e rari filmati d’epoca, in una sorta di percorso-riassunto della vicenda di Azimut/h, ne costituisce il materiale di ricerca. Inoltre, in occasione della mostra, i visitatori potranno diventare “sculture viventi”, salendo sulla ricostruzione autorizzata della celebre “base magica” manzoniana, piedistalli che l’artista utilizzava trasformando in un’opera d’arte chi vi salisse sopra.
#AzimuthVenice

Ph. Francesca Bottazzin

 

Redazione

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